Ferrari 312 F1Cap.1: Gli esordi e le caratteristiche del progetto Cap.2: La stagione 1966 Cap.3: La stagione 1967 Cap.4: La stagione 1968 Cap.5: Dalla stagione 1969 alla 312B Lo
stesso motore equipaggia la versione '68 della 312. La terza della serie,
la quale si distingue dalle precedenti per una maggiore profilatura del
musetto e del corpo vettura, nonché per il diverso disegno della
carenatura abitacolo, integrata nel telaio. Rafforzata anche la squadra.
Al fianco del riconfermato Chris Amon, ci sono il belga Jacky Ickx e l'italiano
Andrea De Adamich, che sarà però costretto ad abbandonare
quasi subito il team, in seguito ad un grave incidente nella Corsa dei
Campioni. Fin dalle prime uscite stagionali la versione '68 della 312
si rivela tanto competitiva, quanto sfortunata. Parte in prima fila in
quasi tutte le gare ed in Spagna, Belgio, Olanda e Germania ottiene addirittura
la pole position. Ma taglia raramente il traguardo. La sfortuna, sembra
accanirsi, in particolar modo, contro Chris Amon, il pilota più
iellato nella storia della Formula 1 non riesce a vincere un solo Gran
Premio, pur avendone dominati molti. L'unica affermazione del 1968 porta
la firma del belga Ickx, autore di una impresa memorabile sul circuito
di Rouen, in Francia. Ickx trae vantaggio
dalle particolari condizioni atmosferiche che caratterizzano il Gran Premio
di Francia (pioggia battente) e dall'uso di speciali gomme "scolpite".
Più che per la vittoria di Ickx nel Gran Premio di Francia, il
1968 passerà comunque alla storia per l'esordio dei primi alettoni
in F1. Queste appendici aerodinamiche vengono collaudate sulle Ferrari
di Ickx ed Amon in occasione del Gran Belgio del 1968, e a partire dal
successivo Gran Premio di Francia, diventano un elemento stabile della
312, subito copiato dalla concorrenza britannica.La Ferrari, però, si spinge oltre, e a Monza presenta un iposostentatore posteriore, ancora più evoluto, sul quale l' incidenza può essere variata in corsa, dal pilota, tramite un dispositivo idropneumatico. Top Stampa l'intera monografia Intro "Grandi monoposto" |