Gilles VilleneuveCircuito del Nürburgring

Cap.1: Come nasce il tempio dell'automobilismo
Cap. 2: Una pista pericolosa
Cap. 3: L'emozione di un giro di pista
Cap. 4: Il video della pista (coming soon)
Cap. 5: La mappa interattiva (coming soon)





Ogni appassionato che si rispetti, tuttavia, non può prescindere dal percorrere, almeno una volta nella vita, un giro lungo la Nordschleife. Questa è la testimonianza di Alessio “AlexP” Pieroni che ha avuto, come lo scrivente, la fortuna di poter girare sulla pista tedesca: “L'aria che si respira è molto particolare e un qualcosa di magico, mistico e misterioso aleggia tra le colline e le foreste dell'Eifel. Sulla nostra destra iniziamo ad intravedere il castello di Nurburg, segno che la meta si avvicina. Ed infatti, come in sogno, sulla mia destra, al di là di una rete metallica e di un guard rail, ecco che intravedo il rettilineo di circa 3 Km del Nürburgring che corre parallelo alla strada di percorrenza urbana!

Il cuore ha un sussulto… Ho come l'impressione tangibile di essere a casa, di vedere sfrecciare le Lotus, le Ferrari, le Eagle… E' tutto così rarefatto e così reale allo stesso tempo…
Sulla sinistra iniziano le segnalazioni che ci portano, dopo essere passati sotto un'angusta galleria, all'ingresso del circuito. In quel momento in pista ci sono svariate moto di qualche club che evidentemente ha prenotato il circuito per la giornata odierna: i cancelli per l'ingresso al "pubblico" aprono infatti alle 17,15.
Nel frattempo faccio la conoscenza di un gruppo di bikers di Prato, anch'essi venuti in Germania appositamente per mettere le ruote delle loro potenti moto sull'asfalto del Ring. Approfitto dell'attesa anche per procurarmi un mitico adesivo del Ring da apporre sulla mia macchina una volta terminata l'impresa, ed approfitto anche per fare i biglietti per i 3 giri che ho intenzione di percorrere.

Le prime vetture iniziano ad avviciniarsi alle sbarre che una volta infilato il biglietto si alzano liberando il nostro spirito sulla pista tedesca. Anche un temerario, o pazzo, con un camper si avvia indisturbato verso l'ingresso…naturalmente è un italiano. Entro a bordo della mia macchina, mi allaccio la cintura, e mi infilo nello spazio che mi porta alla sbarra di ingresso. Inserisco il biglietto e dopo 5 secondi le porte della percezione mi vengono aperte, sono sul circuito del Nürburgring!
Inizialmente sono come perso in un mare calmo, ma dopo pochi istanti riesco a trasmutare la mia forma terrestre in qualcosa di diverso, mi trovo in una specie di limbo reale, in un luogo per me sconosciuto ma che invece riconosco perfettamente: ci sono già stato. Non ho potuto esimermi dal pensare a quando i programmatori di GPL si sono presentati sulla pista a compiere rilievi e misurazioni, senza dubbio alcuno hanno fatto un ottimo lavoro, la realtà è riprodotta in GPL in maniera superba, ora posso dirlo senza timore di smentita.
Ed inizio a girare con calma cercando di assaporare le variazioni altimetrche, le pendenze, gli odori ed i sapori della pista.
La zona da Tiergarten fino alla fine del rettilineo opposto ai vecchi box è chiusa in quanto inglobata dal nuovo "circuito".
Hatzenbach, Flugplatz, Quiddelbacher Höhe, Fuchsröhre, Adenauer Forst, Kallenhard, Ex-Mühle, Karussell…i nomi delle varie sezioni del circuito mi riempiono il cuore.

Il primo giro lo percorro ad andatura turistica in circa 14 minuti, vengo superato di slancio da una serie di motociclisti versione missile terra-aria: sono veramente fuori di testa. Durante il giro sorpasso il tizio col camper che avrà fatto 40 Km/h a Fuchsröhre…un pericolo pubblico! Alla fine di ogni giro dobbiamo uscire dal circuito per vidimare il biglietto per il giro successivo, un po’ noiosa come trafila, ma tutto sommato non eccessiva come perdita di tempo.

Inizio il secondo giro molto più baldanzoso con mia moglie in crisi mistica che pregava di scendere… Faccio tutto il tratto fino a Quiddelbacher Höhe tra mille derapate (con sommo piacere del mio gommista) e poi l'impressionate frenata subito dopo il dosso prima della curva di Aremberg. Mi getto in discesa verso Fuchsröhre toccando i 200 Km/h prima dell'incredibile compressione che prelude alla frenatona di ingresso nel tratto dell' Adenauer Forst. Probabilmente la compressione in questo punto è la cosa più impressionate che ho provato in questa avventura: pare di ritrovarsi il cervello spiaccicato sul tettino della macchina, una cosa incredibile.

Nel tratto della foresta di Adenau supero un Porsche evidentemente nel giro di ricognizione…il gusto del sorpasso è comunque tanto!
Percorro con circospezione tutto il pericoloso tratto in discesa di Kallenhard e, passato Ex-Mühle, mi avvio nel tratto in salita. Passo con doveroso rispetto il punto dove nel 76 Lauda rischiò di morire e mi rendo conto come le moto in salita siano nettamente più veloci di una vettura da 186CV ma pesante quasi 2 tonnellate…
Arrivo così al Karrusell… E qui c'è veramente di cui aver paura. Infatti temendo per il fondo della mia macchina mi appresto a rallentare un po’ per entrare in curva con le dovute cautele. Un tizio con un'Audi TT però non è dello stesso avviso e mi supera a velocità tripla entrando nel Karrusell come un fulmine: roba da matti!
Tutto il tratto da Hohe Acht a Döttinger Höhe, passando per Eschbach, Brünnchen, Pflanzgarten, etc, è molto divertente da guidare in quanto le curve si possono pennellare a discreta velocità senza troppi pericoli. Mi ritrovo così come per magia sul rettilineo principale portando a termine il giro in 11 minuti e mezzo circa.
Nell'ultimo giro in programma decido di non tirare più di tanto e incarico la mia valorosa moglie di effettuare le riprese con la telecamera. Apro un po’ il finestrino per godermi l'aria fresca in faccia, ripensando a tutti quei formidabili campioni che nel corso degli anni hanno avuto il fegato di sfidarsi su questo incredibile tracciato. Mi godo gli ultimi minuti sul Nördschleife come uno di quei piloti che sanno di aver compiuto una grande impresa. E' stata dura ma ne è valsa in pieno la pena. Il Nürburgring è un tracciato fantastico e le parole non potranno mai spiegare appieno tutte le sensazioni che si provano una volta in pista.”

Ed ha perfettamente ragione, Alessio. Nessuna parola può spiegare la sensazione che si prova sentendo l’adrenalina che va in circolo nel nostro corpo come il carburante nel nostro motore! Possiamo però darvi alcuni consigli, soprattutto per la vostra sicurezza. Il ‘Ring è un circuito che va rispettato. Se non si rispettano queste 173 curve è meglio parcheggiare la vettura a bordo pista e guardare le auto da oltre la rete. Qui non si scherza. Fate due giri della pista. Il primo per cercare di orientarvi un po’, il secondo per divertirvi in sicurezza. Cercate, se possibile, di arrivare sulla pista dopo averla almeno un po’ conosciuta. Vi consigliamo Grand Prix Legends, della Sierra, dove il circuito tedesco è riprodotto davvero realisticamente.

La simulazione non riuscirà a trasmettervi tutte le sensazioni che proverete sulla pista vera, ma almeno vi aiuterà a riconoscere i vari tratti e dunque a non trovarvi impreparati una volta entrati in circuito. Ricordate di controllare spesso negli specchietti retrovisori, di utilizzare le frecce per segnalare i vostri spostamenti fuori dalla traiettoria ideale e, soprattutto, state attenti agli incidenti che potreste trovare dietro alle curve cieche. Anche se l’intervento del personale di servizio è sempre tempestivo ed efficiente, potreste imbattervi in situazioni simili. D’altronde, questo è il dazio da pagare ad una pista che, oggi come ieri, è stata terra di conquista solo per i più grandi piloti di tutti i tempi.

Top
Stampa l'intera monografia
Intro "Grandi circuiti"